Traduzione italiano-inglese-coreano (이태리어 번역 / 속성 개인지도 합니다)

Sono un traduttore multilingue

italiano-inglese-coreano che lavora a Seoul, Corea del Sud.

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richiesta riguardante la traduzione italiano-inglese-coreano.

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E-mail: yclairvoyant@yahoo.com,
hclairvoyant@hotmail.com

Telefono: +82 10 9907 0358

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I am a South Korean multilingual translator working in Seoul, South Korea.

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please feel free to contact me anytime you need.

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영어/이탈리아어
번역가 김상태(S.T. Danny)입니다.

현재 전문번역가로 활동하며 신속, 정확, 신뢰에 기반한 질 높은

다국어 번역 서비스를 제공하고 있습니다.

*** 주요 번역거래처 ***

국내
– MBC, PBC, 한국언론인협회, 한국도로공사, 한국정보사회진흥원, 한국생산기술연구원, 한국과학기술정보연구원, 한국분자세포생물학회, 포항테크노파크, 타워개발(삼성그룹), 이스터커뮤니케이션, 엘에스투어, 골프존, 마리프랑스, 스벤슨, 안양과학대학, 윌북출판사, 반크, LG Group, Dramatique

국외(영어권) – Sajan, VOLVO, Good Skin, RS Motors, Evercrest Golf Club Resort

국외(이탈리아) – Tipografia Vaticana, Istituto Marangoni, BAKER TILLY CONSULAUDIT, BERGOGNONE Co. S.r.l., Finduck Group S.p.A.,  AMI S.p.A., KF JOINT-STOCK COMPANY

그 외, 다수 출판사와 학위 논문(한영번역),
이태리 영화 및 다큐멘터리(이한번역)

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* 번역 방향: 이태리어-한국어, 한국어-이태리어, 이태리어-영어,

영어-이태리어, 한국어-영어, 영어-한국어

* 번역비용: 언어 및 난이도에 따라 차별 적용

* 번역 분야: 일반문서, 각종 도서류(문학작품
포함), 서신, 논문,

회사 정관/계약서, 웹사이트 번역, 재무제표, etc.

* 번역 감수: 완벽한 원어민 감수 서비스 제공

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전화) 02-6084-0358         휴대폰) 010-9907-0358

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My Collection : Mont Saint Michel, “The Light of Joy, Love and Hope”

By Cha Il Man, “The Painter of Light”
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My Collection : 4月의 美風 – California

By Cha Il Man, “The Painter of Light”

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My Collection : Hakodate의 야광(Night view of the city of Hakodate from Mt. Hakodate)

By Cha Il Man, “The Painter of Light”
 
차일만(Cha Il Man)
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제가 번역한 신간 서적들입니다

                                                
                                      관련 정보는 다음 사이트들에서 찾아보실 수 있습니다.
                                http://aladin.co.kr/shop/UsedShop/wuseditemall.aspx?ISBN=8954616119
                                  http://book21.com/book/search/?bookSID=1694
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‘반크(VANK)’ 홈페이지 이태리어 버전 탄생

 

                                                

한국을 대표하는 사이버 외교사절단 ‘반크(VANK)’의

홈페이지 이태리어 버전이 마침내 탄생했습니다.

본인과 반크가 함께 한 작업인 만큼 더 소중하게 느껴집니다.

위에 있는 세 개의 움직이는 배너들 중 하나를 클릭한 후 언어 중에서 Italiano를 선택하면

컬러풀한 디자인으로 단장한 이태리어 버전을 볼 수 있습니다.

   

   (사이트에 올려진 역사 관련 텍스트의 일부를 아래에 싣습니다)

                                                                                                                                  

Jikji

Il nome di Jikji
Il nome originale di Jikji è “Baekunhwasang Chorok Buljo Jikji Simche Yojol”. Ma, il libro è chiamato anche “Buljo Jikji Simche Yojol”, “Jikji Simche Yojol”, “Jikji Simche” e “Jikji”, ecc.. Nel 1972, durante la mostra di libri ospitata dal museo nazionale di Francia, il libro è stato presentato con il nome “Jikjisimgyeong”. Dopo di che, il nome sbagliato del libro era considerato da molti come l’ originale. Nel buddismo, la parola “Gyeong” significa scrittura buddista. Ma, se parliamo precisamente, questo libro non è una scrittura buddista. Quindi, si deve dire che la denominazione “Jikjisimgyeong” del libro è sbagliata. Di solito, il libro è chiamato “Jikji”.

L’ autore di Jikji
L’ autore di Jikji è Baekun Hwasang(1298-1374 d.C.). Il suo nome buddista fu Kyunghan e il suo pseudonimo fu Baekun. Nato a Jeongup, Jeollabuk-do della Corea nell’ epoca del regno di Goryeo nel 1298(24mo anno del governo del re Chungryeol), Baekun all’ età di 54 anni studiò sotto la guida del rinomato monaco buddista Seokok Cheongkong a Hoju in Cina nel 1351(3zo anno del re Chungjeong). Ricevè un testo di “Buljo Jikji Simche Yojol” da Seokok Cheongkong e studiò intensamente secondo l’ insegnamento di Buddha. Nel mese di gennaio 1353(2do anno del re Gongmin), all’ età di 56 anni, finalmente fu spiritualmente illuminato. E poi studiò imparando dal rispettato monaco Jikong Hwasang dell’ India. Dopo quegli anni di studi e addestramenti spirituali, servì come il monaco responsabile del Tempio Ahnguk e Tempio Shingwang di Haeju, Hwanghae-do. Insegnò i suoi discepoli e nel 1372(21mo anno del re Gongmin) quando ebbe 75 anni fece il lavoro di compilazione di “Jikji” e scrisse due volumi del libro dello stesso nome “Jikji”. E morì nel 1374(23mo anno del re Gongmin), all’età di 77anni, al Tempio Chwiam di Yeoju, Gyeonggi-do.

La struttura e il contenuto di Jikji
“Jikji” è diviso in 2 volumi, il 1mo e 2do libro. Il 1mo libro della metallografia stampata nel Tempio Hungdeok non esiste ora, e solo una parte composta di 38 capitoli del 2do libro è conservata nel Manuscrit Orianteaux della Biblioteca Nazionale di Francia. Però, il caso della xilografia stampata nel Tempio Chwiam è diverso. Tutti i volumi del 1mo e 2do libro sono conservati nella Biblioteca Nazionale Centrale della Corea, nella Jangseogak dell’Accademia degli Studi Coreani e nel Tempio Bulgap di Younggwang, Jeollanam-do. Ottenere una comprensione più perfetta della struttura e del contenuto di Jikji è possibile se si mettono insieme tutte e due versioni della metallografia e xilografia.

Nel libro di “Jikji” che è una versione compilata di “Buljo Jikji Simche Yojol”, tramandato da Seokok Cheongkong, sono contenuti anche i testi di “Seonmoonyeomsong” e “Chimoongyeonghoon”. Nel libro si possono trovare 307 sermoni di 145 grandi monaci buddisti inclusi 7 Buddha, 28 fondatori dell’ India e 110 monaci buddisti zen cinesi. Tra i sermoni sono pure “Ke”, “Song”, “Chan”, “Ka”, “Myung”, “Seo”, “Bubeo” e “Moondap”. L’unica figura di rilievo fra i rinomati monaci coreani di cui si parla nel capitolo 15 del secondo libro è Daeryeong del regno di Shilla.

Il tema principale di “Jikji” è “Jikji Simche”. Questa parola “Jikji Simche” deriva da “Jikjiinsimgyeonseongseongbul”, che è un famoso insegnamento dello zen-buddismo che aiuta gli uomini ad arrivare ad essere illuminati. Il significato di “Jikjiinsimgyeonseongseongbul” è “Quando si guarda bene al cuore degli altri uomini tramite meditazioni del zen-buddismo, ci si rende conto che la natura di quel cuore è proprio quella del cuore di Buddha”.

La persona che aveva pubblicato Jikji
Jikji fu distribuito dopo esser stampato in metallografia nel Tempio Hungdeok, fuori Cheongjumok in Chungcheongbuk-do, nel 1377. Secondo documenti relativi alla pubblicazione del libro, l’ autore e compilatore fu Baekun come menzionato sopra, e i suoi discepoli Seokchan e Daljam lavorarono come co-editori mentre la monaca Myodeok partecipò alla pubblicazione offrendo l’ aiuto finanziario. Seokchan fu il seguace di Baekun che lo servì come il suo segretario e più tardi scrisse il libro “I Detti di Baekun”. Specialmente, la monaca Myodeok fu l’ unica persona che partecipò a tutte le pubblicazioni di Jikji, cioè alla pubblicazione della metallografia fatta nel Tempio Hungdeok e a quella della xilografia nel Tempio Chwiam. Seokchan e Daljam si adoperarono a pubblicare nel Tempio Hungdeok il libro “Jikji” in metallografia per fare conoscere agli altri l’ insegnamento del loro maestro Baekun essendo sostenuti finanziariamente da Myodeok.

Perché Jikji lo si trova in Francia, non in Corea?
Ora “Jikji” è conservato nel Manuscrit Orianteaux della Biblioteca Nazionale di Francia. Dopo che la Corea aveva concluso il trattato di difesa-commercio con la Francia nel 1886, Collin de Plancy(1853-1922), il primo rappresentante francese in Corea, ha raccolto i libri antichi, fra cui anche il libro “Jikji”, e patrimoni culturali nazionali della Corea. Jikji era all’Esposizione internazionale di Parigi nel 1900. Per questo, si desume che il libro era già nelle mani dei francesi in quegli anni.

Plancy ha donato quasi tutti i libri antichi che aveva portato dalla Corea all’ Institut National des Langues et Civilisations Orientales di Parigi, che lui aveva frequentato prima. Ma, la metallografia di Jikji era comprata da Henri Vever(1854-1943) all’ asta aperta nel Hotel Drouot di Parigi nel 1911. Henri aveva pagato 180 franc per acquisire il libro. E dopo la sua morte, nel 1952, secondo il suo testamento il libro era donato alla Biblioteca Nazionale di Francia.

La riscoperta di Jikji
La presenza di “Jikji” era conosciuta al mondo nel 1901 dopo che Maurice Courant(1865-1935) aveva pubblicato “Hankook Seoji” includendo il nome del libro “Jikji” nell’ indice dei libri posseduti. Tuttavia, non era ancora del tutto verificable la presenza del libro per il fatto che nessun altro poteva vedere il libro. E più tardi il libro ha cominciato ad attirare l’ attenzione di molti quando era esposto alla fiera del libro in occasione dell’ Anno Internazionale del Libro nel 1972.

Anche la località del Tempio Hungdeok di Cheongju in Chungcheongbuk-do, il posto di pubblicazione di Jikji, era scoperta dall squadra del museo dell’ Università Cheongju nel 1985. La squadra ha confermato l’ indirizzo esatto della località: 866, Uncheon-dong, Hungdeok-gu, Cheongju, Chungcheongbuk-do, Corea del Sud. Cominciando da questa occasione, il Tempio Hungdeok è riconosciuto come un posto storicamente molto importante. Nel 1986, era tenuta alla località dell’ antico Tempio Hungdeok una conferenza accademica ospitata dal governo locale di Chungcheongbuk-do, e sono stati i lavori di riassetto territoriale della località e l’ apertura del Museo di Stampa Antica di Cheongju nel 1992.

Nel 2000, hanno aperto la “Fiera di Stampa-Pubblicazione di Cheongju 2000″ con l’ intento di fare conoscere agli altri la maestosa presenza di Jikji. Jikji fa parte del Programma “Memoria del Mondo” dell’ UNESCO dall’ anno successivo, il che significa che il valore di Jikji è già riconosciuto mondialmente.

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La verità nella scienza

Quando un Paese ha il dominio di un altro paese, sfortunatamente la prima cosa che viene distorta è la verità. È pure vero che il paese che domina un altro paese domina anche la storia di quel paese colonizzato. È successo proprio così quando il Giappone ha occupato la Corea con la forza. Il dominio giapponese sulla Corea è cominciato nel 1910 e finito nel 1945.

Alla fine del 19mo secolo, il Giappone invade la penisola coreana, governata dalla dinastia Yi, ed incomincia a falsare la storia coreana in nome dell’Impero del Grande Giappone. Questo era proprio per colonizzare totalmente la Corea e occupare anche altri paesi con la forza. Per questo scopo, il Giappone aveva bisogno di presentare evidenze antecedenti che potevano testimoniare il fatto che quei paesi inclusa la Corea erano già stati sotto il dominio giapponese. Ma, quelle evidenze non erano mai esistite poiché tutto era una storia falsata dai giapponesi.

Ciò nondimeno, il Giappone ha rimpiazzato una larga parte della storia coreana cominciando a distorcere i fatti storici del paese fino a produrre le bugie abominevoli e incredibili. Questa storia così tanto distorta è stata documentata, il che ha fatto ritenere gli studiosi occidentali ancora che quella storia falsata dai giapponesi sia coincidente alla vera.

Come può succedere una cosa del genere? I coreani hanno aperto il loro paese agli occidentali nel 1882 dopo aver firmato il trattato di pace con gli americani. Paragonato ad un precedente accordo che questi avevano firmato con i giapponesi, il trattato fra la Corea e gli USA era una convenzione spiccatamente unilaterale. 30 anni prima dell’apertura della Corea, i giapponesi avevano già aperto il loro paese e hanno modernizzato il paese imparando le tecnologie occidentali. D’altronde, la Corea che era stata considerata come il fratello maggiore del Giappone diversi secoli prima si è indebolita con la caduta della dinastia di Joseon. Una grande parte delle introduzioni sulla Corea che si poteva trovare nei paesi occidentali era stata falsificata dai giapponesi che volevano sempre controllare le informazioni sulla Corea al loro vantaggio. Quando il Giappone ha occupato e poi colonizzato la Corea, la storia del popolo coreano inventata dai giapponesi era accettata come una storia indubitabilmente vera.

E allora, quali aspetti della Corea che sono noti agli stranieri sono falsati? Probabilmente la storia di “Imna” che è conosciuto ai coreani come “Imnailbonbu” sarà la cosa peggiore. Infatti, “Imna” era solamente un posto centrale di commercio che si trovava a sud della penisola coreana, vicino a Busan, durante l’epoca dei Tre Regni. Ma, secondo la storia giapponese stranamente Imna coincideva con il territorio del regno di Gaya. I giapponesi presentano la storia coreana dicendo anche che la dinastia del regno di Shilla era stata sotto il dominio dei loro antenati.

Ma, contrariamente alle loro pretese, i giapponesi che erano alleati ai regni di Gaya e di Baekje non erano molto differenti dai pirati che si interessavano dei soldi prima di tutto. In quell’epoca, non c’era il governo centrale in Giappone e il paese aveva problemi gravissimi che emergevano dal feudalesimo. Proprio questo fatto fa vedere chiaro e tondo perché il Giappone non poteva occupare gli altri paesi mobilitando le sue forze armate in quel periodo.

I fatti archeologici ed evidenze storiche confermano che la storia presentata dai giapponesi è del tutto falsa. La Corea ha contribuito molto alla fondazione della famiglia imperiale giapponese. È vero anche che non molti ci credono, ma ora si stanno sviluppando intense discussioni sul fatto storico. Alla fine del 16mo secolo, durante l’epoca del dominio di Hideyoshi, il Giappone ha tentato di fondare una base solida in Corea per preparare la loro futura invasione. Però, siccome le sue marine militari erano state sconfitte da quelle coreane e c’erano rapidi cambiamenti politici nell’arcipelago del Giappone all’epoca, doveva rinunciare a quell’idea. Paragonato ai tempi precedenti, un’atmosfera più pacifica è stata in Giappone nei successivi 2 secoli. Pure durante quei periodi i giapponesi hanno tentato invano di influire sulla Corea diverse volte.

Dopo che Daewongun, il padre del re Gojong, si era ritirato dalla reggenza, finalmente il Giappone ha potuto cogliere l’opportunità di invadere la Corea. Nel 1875, il Giappone ha attaccato la Corea e in seguito l’anno successivo è riuscito a concludere un trattato di pace con la Corea. Dopo qualche anno, i paesi occidentali hanno diviso la penisola coreana e hanno esercitato il loro influsso sul paese. Allo stesso tempo, era finita l’epoca in cui i cinesi influivano sulla Corea. Di conseguenza, la Corea ormai era già un paese importantissimo da un punto di vista geopolitico.

Nel 1905, il doloroso destino della Corea era già prevedibile quando fu siglato quell’accordo “Taft-Katsura”che riconosceva l’occupazione e il dominio nipponico sulla Corea in cambio del non intervento giapponese nelle Filippine, queste ultime, vittime degli interessi statunitensi. Oggigiorno, l’accordo “Taft-Katsura” è presentato come scambio di note confidenziali tra gli USA e il Giappone, il tipico accordo criminale per la dominazione imperialista della nazione coreana. I giapponesi hanno fatto al re Gojong rinunciare al trono per forza dopo aver saputo che lui aveva mandato i suoi messaggeri segreti alla Convenzione di Hague per far sapere a tutto il mondo l’ingiustizia dell’aggressione politica che i giapponesi adottavano per dominare la sua nazione. Dopo di che, la Corea si è sempre più avvicinata alla situazione in cui l’esercitazione della sua sovranità non era quasi possibile.

Da quel tempo, i coreani non potevano avere possibilità di fare conoscere agli altri la loro vera storia. Il Giappone dominava la Corea e pure la storia coreana veniva dominata. Quando i giapponesi hanno finito di inventare una storia totalmente diversa da quella vera, i coreani erano per forza costretti ad imparare la storia distorta dai giapponesi della loro nazione.

Però, meno male che i coreani non hanno rinunciato così facilmente a fare sapere la verità al mondo esterno. Sebbene tantissimi documenti siano stati danneggiati e distrutti, un’altra gran parte delle documentazioni è stata recuperata fino ad oggi. Nondimeno, gli sforzi da parte dei coreani di cambiare la comprensione sbagliata degli altri per quanto riguarda la Corea e la sua storia stanno ancora continuando.

Dopo la seconda guerra mondiale, il Giappone non è stato più una nazione militarmente forte come era in passato, ma in un altro senso non è stato un paese sconfitto nella sua storia. Cioè, anche se il Giappone è stato un paese sconfitto militarmente, ha vinto la guerra economica e quella culturale in un certo senso. La ricostruzione del Giappone dopo la guerra è avvenuta comparativamente in un breve tempo con l’aiuto dei paesi occidentali. Contrariamente, la Corea ha dovuto risolvere da sola quasi tutti i problemi gravissimi nel dopo liberazione e nel dopoguerra. La Corea era conosciuta da quasi tutti del mondo come un paese sottosviluppato, mentre il Giappone un paese quasi sempre benvenuto dai paesi occidentali.

La guerra coreana che era scoppiata nella penisola omonima 5 anni dopo il termine della seconda guerra mondiale non ha potuto mai contribuire a cambiare la compresione degli studiosi occidentali riguardo alla Corea. Tutti i documenti e libri storici scritti in inglese sulla Corea erano opere dei giapponesi. E, tutti quei materiali erano considerati come vere fonti storiche. Gli studiosi coreani di storia non hanno potuto trovare possibilità di pubblicare materiale sulla Corea in inglese. Anche quando loro hanno voluto finalmente dedicarsi alla pubblicazione dei dati storici veri, già le pubblicazioni giapponesi occupavano posizioni affermate nelle società occidentali.

Purtroppo, al giorno d’oggi, la storia distorta dai giapponesi della Corea è accettata come la vera da molti istituti di educazione nel mondo occidentale. Io, personalmente, ho discusso molto sulla storia della Corea con diversi studiosi occidentali.

Per fortuna, la mia asserzione che si deve insegnare la vera storia della Corea agli altri nel mondo è stata accettata da molti studiosi. Il libro “Baekje della Corea e l’origine di Yamato, Giappone” di Hong Won-tack è una buona fonte di informazione sulla storia coreana. Si possono trovare relative informazioni anche sul sito http://gias.snu.ac.kr/wthong/publication/paekche/eng/paekch_e.html Il VANK, un cyber-corpo diplomatico, che ho conosciuto recentemente è un’organizzazione che si dedica totalmente al miglioramento dell’immagine della Corea nel cyber-mondo come si presenta nel suo sito web. Come è auspicabile, in virtù degli sforzi del VANK e degli studiosi di diversi paesi la vera storia della Corea sarà conosciuta a tutto il mondo presto.

Prof. Thomas Duvernay,
Università Dongguk, Seoul, Corea del Sud

                                                                                                                                 

Quando un Paese ha il dominio di un altro paese, sfortunatamente la prima cosa che viene distorta è la verità. È pure vero che il paese che domina un altro paese domina anche la storia di quel paese colonizzato. È successo proprio così quando il Giappone ha occupato la Corea con la forza. Il dominio giapponese sulla Corea è cominciato nel 1910 e finito nel 1945.
Alla fine del 19mo secolo, il Giappone invade la penisola coreana, governata dalla dinastia Yi, ed incomincia a falsare la storia coreana in nome dell’Impero del Grande Giappone. Questo era proprio per colonizzare totalmente la Corea e occupare anche altri paesi con la forza. Per questo scopo, il Giappone aveva bisogno di presentare evidenze antecedenti che potevano testimoniare il fatto che quei paesi inclusa la Corea erano già stati sotto il dominio giapponese. Ma, quelle evidenze non erano mai esistite poiché tutto era una storia falsata dai giapponesi.
Ciò nondimeno, il Giappone ha rimpiazzato una larga parte della storia coreana cominciando a distorcere i fatti storici del paese fino a produrre le bugie abominevoli e incredibili. Questa storia così tanto distorta è stata documentata, il che ha fatto ritenere gli studiosi occidentali ancora che quella storia falsata dai giapponesi sia coincidente alla vera.
Come può succedere una cosa del genere? I coreani hanno aperto il loro paese agli occidentali nel 1882 dopo aver firmato il trattato di pace con gli americani. Paragonato ad un precedente accordo che questi avevano firmato con i giapponesi, il trattato fra la Corea e gli USA era una convenzione spiccatamente unilaterale. 30 anni prima dell’apertura della Corea, i giapponesi avevano già aperto il loro paese e hanno modernizzato il paese imparando le tecnologie occidentali. D’altronde, la Corea che era stata considerata come il fratello maggiore del Giappone diversi secoli prima si è indebolita con la caduta della dinastia di Joseon. Una grande parte delle introduzioni sulla Corea che si poteva trovare nei paesi occidentali era stata falsificata dai giapponesi che volevano sempre controllare le informazioni sulla Corea al loro vantaggio. Quando il Giappone ha occupato e poi colonizzato la Corea, la storia del popolo coreano inventata dai giapponesi era accettata come una storia indubitabilmente vera.

E allora, quali aspetti della Corea che sono noti agli stranieri sono falsati? Probabilmente la storia di “Imna” che è conosciuto ai coreani come “Imnailbonbu” sarà la cosa peggiore. Infatti, “Imna” era solamente un posto centrale di commercio che si trovava a sud della penisola coreana, vicino a Busan, durante l’epoca dei Tre Regni. Ma, secondo la storia giapponese stranamente Imna coincideva con il territorio del regno di Gaya. I giapponesi presentano la storia coreana dicendo anche che la dinastia del regno di Shilla era stata sotto il dominio dei loro antenati.

Ma, contrariamente alle loro pretese, i giapponesi che erano alleati ai regni di Gaya e di Baekje non erano molto differenti dai pirati che si interessavano dei soldi prima di tutto. In quell’epoca, non c’era il governo centrale in Giappone e il paese aveva problemi gravissimi che emergevano dal feudalesimo. Proprio questo fatto fa vedere chiaro e tondo perché il Giappone non poteva occupare gli altri paesi mobilitando le sue forze armate in quel periodo.

I fatti archeologici ed evidenze storiche confermano che la storia presentata dai giapponesi è del tutto falsa. La Corea ha contribuito molto alla fondazione della famiglia imperiale giapponese. È vero anche che non molti ci credono, ma ora si stanno sviluppando intense discussioni sul fatto storico. Alla fine del 16mo secolo, durante l’epoca del dominio di Hideyoshi, il Giappone ha tentato di fondare una base solida in Corea per preparare la loro futura invasione. Però, siccome le sue marine militari erano state sconfitte da quelle coreane e c’erano rapidi cambiamenti politici nell’arcipelago del Giappone all’epoca, doveva rinunciare a quell’idea. Paragonato ai tempi precedenti, un’atmosfera più pacifica è stata in Giappone nei successivi 2 secoli. Pure durante quei periodi i giapponesi hanno tentato invano di influire sulla Corea diverse volte.

Dopo che Daewongun, il padre del re Gojong, si era ritirato dalla reggenza, finalmente il Giappone ha potuto cogliere l’opportunità di invadere la Corea. Nel 1875, il Giappone ha attaccato la Corea e in seguito l’anno successivo è riuscito a concludere un trattato di pace con la Corea. Dopo qualche anno, i paesi occidentali hanno diviso la penisola coreana e hanno esercitato il loro influsso sul paese. Allo stesso tempo, era finita l’epoca in cui i cinesi influivano sulla Corea. Di conseguenza, la Corea ormai era già un paese importantissimo da un punto di vista geopolitico.

Nel 1905, il doloroso destino della Corea era già prevedibile quando fu siglato quell’accordo “Taft-Katsura”che riconosceva l’occupazione e il dominio nipponico sulla Corea in cambio del non intervento giapponese nelle Filippine, queste ultime, vittime degli interessi statunitensi. Oggigiorno, l’accordo “Taft-Katsura” è presentato come scambio di note confidenziali tra gli USA e il Giappone, il tipico accordo criminale per la dominazione imperialista della nazione coreana. I giapponesi hanno fatto al re Gojong rinunciare al trono per forza dopo aver saputo che lui aveva mandato i suoi messaggeri segreti alla Convenzione di Hague per far sapere a tutto il mondo l’ingiustizia dell’aggressione politica che i giapponesi adottavano per dominare la sua nazione. Dopo di che, la Corea si è sempre più avvicinata alla situazione in cui l’esercitazione della sua sovranità non era quasi possibile.

Da quel tempo, i coreani non potevano avere possibilità di fare conoscere agli altri la loro vera storia. Il Giappone dominava la Corea e pure la storia coreana veniva dominata. Quando i giapponesi hanno finito di inventare una storia totalmente diversa da quella vera, i coreani erano per forza costretti ad imparare la storia distorta dai giapponesi della loro nazione.

Però, meno male che i coreani non hanno rinunciato così facilmente a fare sapere la verità al mondo esterno. Sebbene tantissimi documenti siano stati danneggiati e distrutti, un’altra gran parte delle documentazioni è stata recuperata fino ad oggi. Nondimeno, gli sforzi da parte dei coreani di cambiare la comprensione sbagliata degli altri per quanto riguarda la Corea e la sua storia stanno ancora continuando.

Dopo la seconda guerra mondiale, il Giappone non è stato più una nazione militarmente forte come era in passato, ma in un altro senso non è stato un paese sconfitto nella sua storia. Cioè, anche se il Giappone è stato un paese sconfitto militarmente, ha vinto la guerra economica e quella culturale in un certo senso. La ricostruzione del Giappone dopo la guerra è avvenuta comparativamente in un breve tempo con l’aiuto dei paesi occidentali. Contrariamente, la Corea ha dovuto risolvere da sola quasi tutti i problemi gravissimi nel dopo liberazione e nel dopoguerra. La Corea era conosciuta da quasi tutti del mondo come un paese sottosviluppato, mentre il Giappone un paese quasi sempre benvenuto dai paesi occidentali.

La guerra coreana che era scoppiata nella penisola omonima 5 anni dopo il termine della seconda guerra mondiale non ha potuto mai contribuire a cambiare la compresione degli studiosi occidentali riguardo alla Corea. Tutti i documenti e libri storici scritti in inglese sulla Corea erano opere dei giapponesi. E, tutti quei materiali erano considerati come vere fonti storiche. Gli studiosi coreani di storia non hanno potuto trovare possibilità di pubblicare materiale sulla Corea in inglese. Anche quando loro hanno voluto finalmente dedicarsi alla pubblicazione dei dati storici veri, già le pubblicazioni giapponesi occupavano posizioni affermate nelle società occidentali.

Purtroppo, al giorno d’oggi, la storia distorta dai giapponesi della Corea è accettata come la vera da molti istituti di educazione nel mondo occidentale. Io, personalmente, ho discusso molto sulla storia della Corea con diversi studiosi occidentali.

Per fortuna, la mia asserzione che si deve insegnare la vera storia della Corea agli altri nel mondo è stata accettata da molti studiosi. Il libro “Baekje della Corea e l’origine di Yamato, Giappone” di Hong Won-tack è una buona fonte di informazione sulla storia coreana. Si possono trovare relative informazioni anche sul sito http://gias.snu.ac.kr/wthong/publication/paekche/eng/paekch_e.html Il VANK, un cyber-corpo diplomatico, che ho conosciuto recentemente è un’organizzazione che si dedica totalmente al miglioramento dell’immagine della Corea nel cyber-mondo come si presenta nel suo sito web. Come è auspicabile, in virtù degli sforzi del VANK e degli studiosi di diversi paesi la vera storia della Corea sarà conosciuta a tutto il mondo presto.

Prof. Thomas Duvernay,
Università Dongguk, Seoul, Corea del Sud

                                                                                                                                 

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Paralleli tra la Bibbia e gli Analecta di Confucio (Translation sample)

 

Contrariamente, gli
Analecta di Confucio presentano una via che parte dall’uomo stesso. Gli
Analecta spiegano questa via in tre tappe la prima delle quali è il piacere di
studiare ed esercitarsi di continuo nelle cose imparate. Studiare in Oriente
non è ricavare una nuova conoscenza, ma è una riflessione profonda sulla vita
che trascende tempo e spazio, e allo stesso tempo, il processo di ricerca della
verità, nel quale ‘la via’ e ‘la veritas’ vengono apprese poco a poco dall’uomo
stesso. È così poiché il cammino consiste proprio nel cercare la saggezza della
vita vera che è stata rivelata attraverso migliaia di anni di storia e anche
nel perseguire la via per diventare l’uomo perfetto. Questa via, forse, va
intesa come quella che porta ad incontrare e conoscere Lui che è la Parola(la
Via), e può arrivare all’origine del mondo(il Cielo). Esercitarsi continuamente
nelle cose imparate è invece incarnare la verità che è stata ottenuta
attraverso questi processi, ed è l’atteggiamento che concretizza e attua la verità
senza cessare, con il proprio corpo e con la propria vita. Come può non esserci piacere in questo?
Come si può dire che il cuore di coloro che
hanno fatto esperienza di quella luce e vita non sia né commosso né lieto di
continuo? Forse, questa letizia potrebbe essere la forza fondamentale con cui
cercare Lui che è la luce stessa e la vita stessa fino alla fine.

La seconda tappa
consiste nel condividere questa gioia con coloro che camminano verso la stessa
verità. Non solo quelli vicini ma anche i lontani che hanno lo stesso scopo
vengono a formare una comunità, e questo diventa il piacere che viene trasmesso
all’esterno, carico di quella intensa vitalità della letizia impressa nei loro
cuori, cioè, il piacere traboccante.

Tuttavia,
il mondo non è mai simpatico a quegli uomini poiché va contro la verità.
Pertanto, le terza tappa che gli Analecta indicano è la figura del gentiluomo
che cammina sulla strada della verità con fermezza e costanza, senza perdere la
propria convinzione e vacillare a causa delle parole e dei giudizi altrui. Non
c’è motivo né necessità di arrabbiarsi con nessuno. Mi basta poter seguire la verità
che io stesso ho trovato e poter godere e condividere la grazia e la gioia che
sono nella verità.

Le
vie presentate dalla Bibbia e dagli Analecta sono così molto differenti come si
è visto finora. Una parte dall’alto(il cielo); l’altra invece dal basso(la
terra). Nonostante ciò, le due direzioni si incontrano nell’uomo stesso. Dove
potrebbe essere il punto d’incontro?

Comunque,
ritengo che noi siamo uomini benedetti perché possiamo vedere l’inizio di un
nuovo anno. Io posso affermare questo per il fatto che un Maestro scende in
questo mondo come Parola(la Via) e ci protegge e guida con la luce e la vita;
mentre l’altro Maestro aiuta il cuore dell’uomo diretto alla verità ad
ascendere continuamente al cielo dall’interiore dell’uomo e ci incoraggia insegnandoci
che c’è letizia in questo. Ora, penso che dovremmo partire per trovare questa
strada.

 

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